Il cinema Piave

IL “TEATRINO” DI STRADA

 

Storia di come nasce un’opera fatta in fraternità per il bene comune, affinché tutti quelli che oggi possono usufruire di questi locali, si ricordino del disegno di Dio che ha mosso tanta gente di buona volontà.

     C’era una volta, direte voi…No! Una volta non c’era niente. Fu nel lontano periodo degli anni ’30 che alcuni giovani dell’A.C. pensarono che anche il paese e la parrocchia di Strada dovessero avere un locale per le varie manifestazioni e dove si potessero attirare ed avvicinare i giovani. Nacque così il locale detto “Teatrino”. Esso consisteva in un ambiente di forma rettangolare la cui facciata è rimasta immutata fino ad oggi. Una parete intonacata a cemento con una porta centrale ed un finestrino sul lato sinistro(ancora visibile) che serviva in caso di spettacoli per fare i biglietti.

All’interno un ballatoio in legno era la galleria di allora che però veniva volgarmente detta “La Piccionaia” ed i posti a sedere erano semplici panche di legno. Oltre alle commedie vi furono proiettati film fino al momento dello smantellamento avvenuto per causa della guerra (’40-’45). L’ambiente fu occupato in quel periodo dai tedeschi.

     Dopo guerra si ripresentò il problema di dare un ambiente sano e nostro alle nuove generazioni.

Fu al tempo del cappellano Don Bonci che alcuni giovani (Gigi Francioni, Aldo Colozzi ed altri) pensarono di riaprire tale locale e farne una sala cinematografica. Fu così che la parrocchia sfruttò tale ambiente come cinema.

In seguito a problemi di gestione, tutte le attrezzature (Macchina e materiale vario) furono passate al Sig. Milanesi che gestiva il Cinema SOLANO nella sala dove ora c’è la caserma dei Carabinieri.

     Non essendoci ancora la TV l’unica possibilità di divertimento era il cinema. Sorse allora il problema delle visioni consentite ai giovani. Una commissione cattolica classificava i film in : Tutti – Adulti – Sconsigliati – Esclusi : Le famiglie domandavano se potevano portare i loro figli al cinema.

Nel 1953-54 Don Viviani ed i giovani provenienti dall’Oratorio Salesiano, pensarono di ridare alla parrocchia un luogo dove non ci fossero problemi di morale. Nacque il “Cinema Piave” che per quasi 40 anni è stato in funzione grazie alla collaborazione di persone adesso adulte e con figli.

Nei periodi estivi fu fatto anche il cinema all’aperto nel prato a confine con il Magni.

Nel frattempo, era nato anche il problema del circolo A.C.L.I. , cioè quello di creare un luogo dove le persone anziane potessero passare alcune ore della giornata giocando a carte, o per poter vedere la TV .

Il locale Bar era un semplice banco in faesite con un lavandino ed al muro alcune mensole con analcolici, bibite, biscotti, caramelle.

Fu terminato l’ampliamento del cinema (In lunghezza) portandolo alle dimensioni di adesso e, su progetto dell’architetto Polesello. Si diede inizio al nuovo ambiente. Il cinema fu più volte riadattato alle norme richiesteci (pavimento, soffitto, poltroncine, servizi igienici, impianto elettrico) e si pensò di creare prefabbricato il palcoscenico attuale. Nel frattempo furono acquistate nuove macchine cinematografiche ed alcuni dovettero prendere la patente nazionale di operatori cinematografici per poter proiettare film a passo normale (35 mm).

Intanto uscivano da terra i fondamenti del nuovo ambiente Polesello.

Il locale dell’attuale Bar MCL continuava a salire; però giunti al primo solaio ci accorgemmo che i soldi erano finiti e perciò con la ditta Paggetti fu deciso di sistemare provvisoriamente un tetto a legno e togolini.

Fu finito così l’ambiente al solo piano terra e si ottenne da un amico di don Viviani che aveva due bar a Firenze, il primo banco bar. Portato da Firenze fu montato e revisionato da Luciano Fani e Aldo Colozzi con un gran lavoro.

Il caffè era pronto e l’acqua? Quella veniva dal tetto provvisorio per gli avvallamenti che si creavano e per questo era richiesta una manutenzione e riparazione che si faceva dalla soffitta con il posizionamento di puntelli. Giorgio Paggetti, Agostino Fabbri Roberto Rialti e il “Conte”, facevano parte di questa squadra di pronto intervento. Gli anni passarono e poi fu deciso di terminare tutto l’ambiente tra tanti sacrifici, aiuti e anche bastoni fra le ruote. Il bar fu dato in gestione a diverse persone e a più riprese, ma visto che non si rimediava niente per pagare i debiti, fu deciso insieme alle promotrici Gemma Francioni e Natalina Salvadori di gestire direttamente in modo da poter avere almeno qualche guadagno.

Furono svariati anni in cui noi soci sacrificammo serate e domeniche ad improvvisarci barristi.

Nel frattempo il cinema aveva cessato di proiettare film per mancanza di pubblico.

Cominciò a sorgere la richiesta di un campo di calcetto e di uno da tennis. L’idea era buona ma i soldi?

Con sacrifici e garanzie di terzi si iniziò in opera quello che ancora è visibile.

Cambiarono presidenti e subentrarono altri ed altri ancora e noi “anziani” ci ritirammo in buon ordine lasciando a queste nuove forze la gestione di questo circolo parrocchiale MCL. Ci consola di vedere in occasione di feste dell’asilo che l’ambiente da noi creato serve ( un po’ di rado) a dar vita a qualche serata o pomeriggio per far contenti grandi e piccini.

Nella prima puntata avevo esordito:

C’era una volta, direte voi…No! Una volta non c’era niente.

Bene, ora qualcosa c’è e sarebbe per noi fondatori una grande gioia vederlo funzionare ancora per tanto tempo e se possibile con lo scopo e i programmi per cui era stato realizzato.

Speriamo bene.

     Gianfranco CONTICINI

Novembre 2003

 

Gianfranco Conticini è scomparso da oltre un anno e non ha potuto vedere realizzato un suo sogno: vedere il formarsi di un gruppo di persone che disinteressatamente, operassero per la parrocchia e per il bene della Comunità, proprio in quei luoghi così faticosamente e generosamente creati dalla sua generazione.

Il neo nato circolo Parrocchiale Giovanni Paolo II ha il peso di tutta questa eredità del passato. Speriamo ne sia allaltezza.

 

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